Per le scuole

Questa pagina nasce dalle domande che ci poniamo ogni volta che prepariamo un percorso con una scuola. Non contiene risposte definitive, ma il nostro modo di cercarle insieme agli insegnanti.

Quando la città diventa un’aula. Una conversazione con gli insegnanti…

Che cosa può fare un’uscita didattica che l’aula, da sola, non può fare?

Mettere in relazione studenti e insegnanti con i luoghi in cui la storia è accaduta davvero, perché possano viverla, osservarla e interrogarla con il proprio sguardo. L’aula permette di studiare la storia. I luoghi permettono di incontrarla.

Come si trasforma una passeggiata in un’esperienza di apprendimento?

Per noi una passeggiata è un laboratorio a cielo aperto.
Oggi catturare e mantenere l’attenzione di una classe è sempre più difficile. Non basta raccontare bene. Non basta portare gli studenti davanti a un monumento. Occorre coinvolgerli, farli osservare, discutere, scegliere, immaginare, sperimentare.

Che cosa rende davvero significativa un’uscita didattica?

La curiosità che continua anche dopo la passeggiata. La voglia di fare domande, di osservare ancora, di condividere ciò che già si sa e di cercare ciò che ancora non si conosce. Un’uscita continua davvero quando gli studenti continuano a farsi domande anche dopo il ritorno in aula. Vorremmo che ogni passeggiata diventasse l’inizio di un cammino personale, capace di continuare anche in autonomia.

Quando è che un’uscita ha più successo?

Una preparazione in classe non anticipa la scoperta: la rende più ricca. Quando una classe arriva con alcune domande già aperte, il territorio può offrire risposte inattese.

Qual è il ruolo dell’insegnante in un percorso?

L’insegnante non accompagna solamente la classe. Condivide il percorso con chi guida. La sua conoscenza degli studenti, i collegamenti con il lavoro svolto in classe e il confronto durante la passeggiata rendono l’esperienza più ricca per tutti.

Che cosa rende coinvolgente un’esperienza di apprendimento?

Si impara meglio quando ci si sente coinvolti. E ci si coinvolge davvero quando il percorso è vissuto con curiosità, serenità e il piacere della scoperta.

Cosa rende unica un’esperienza didattica?
Ogni classe è diversa. Per questo ogni percorso cambia insieme alle persone che lo vivono.

Lavoriamo con scuole di ogni ordine, grado e indirizzo, dalla scuola primaria alla secondaria di secondo grado. Ogni età, ogni contesto e ogni gruppo richiedono uno sguardo diverso.

Osserviamo la classe fin dai primi minuti, ascoltiamo gli insegnanti e adattiamo il percorso alle persone che abbiamo davanti. Che si tratti di studenti con disabilità, con percorsi scolastici differenti o provenienti da altri Paesi, la sfida è sempre la stessa: permettere a ciascuno di partecipare, senza perdere il valore del gruppo.

Che cosa speriamo che rimanga agli studenti?

Vorremmo lasciare un seme.