Grand Tour delle Periferie Romane. 2. Da Torre Spaccata a Torre Maura Sud

Dopo aver esplorato il Quartiere Alessandrino e Torre Maura nord, proseguiamo col Grand Tour delle Periferie Romane, un progetto avviato sul finire dell’estate del 2024, che, nelle nostre intenzioni, ci porterà a esplorare l’intero anello periferico della città, con l’obiettivo di creare una serie di itinerari e raccontarli affinché anche altri li possano ripercorrere a piedi o virtualmente. Eccoci quindi giunti alla seconda tappa, da Torre Spaccata a Torre Maura Sud, un percorso di 13-14 chilometri,  per un totale di circa 5,5 ore di cammino (inclusa pausa caffè e pranzo al sacco).

Vi raccontiamo in questa sede la passeggiata che abbiamo disegnato nel corso di alcuni sopralluoghi e testato con alcuni camminatori e che potrete tranquillamente ripercorrere, utilizzando questo post come guida di riferimento.

Ci diamo appuntamento alla Metro C fermata Torre Spaccata e imbocchiamo subito via di Torre Spaccata. Sulla sinistra, oltre una recinzione si distingue, circondato da alberi, il rudere della Cappella di S. Maura, un’aula absidata risalente al Tardo Impero, riutilizzata nell’alto Medioevo.

Cappella di S. Maura [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Cappella di S. Maura [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Imbocchiamo via Nino Ilari e, al termine della strada, ci fermiamo alla caffetteria winebar che affaccia su via Giuseppe Berneri, affollata di residenti dei palazzi limitrofi che si godono una piacevole colazione. È questo il nostro primo approccio al quartiere INA Casa Torre Spaccata, realizzato tra il 1958 e il 1960 nel secondo settennato del cosiddetto Piano Fanfani, avviato nel secondo dopoguerra a seguito della Legge 28 febbraio 1949 per favorire l’occupazione operaia rilanciando l’edilizia abitativa per famiglie a basso reddito: un’iniziativa a sistema misto, finanziata dallo Stato, dai datori di lavori e dal lavoratori dipendenti che, al costo di una sigaretta al giorno, potevano in questo modo aiutare i lavoratori meno abbienti.

Caffetteria winebar in via Giuseppe Berneri [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Caffetteria winebar in via Giuseppe Berneri [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Una delle caratteristiche dei complessi INA Casa in tutta Italia, e quindi anche a Torre Spaccata, sono le targhe di ceramica policrome apposte sugli immobili, condizione imprescindibile, all’epoca della costruzione, per ottenere il certificato di collaudo. Camminando per le vie del quartiere ne abbiamo individuate quattro tipologie, tutte molto diverse tra loro, di cui però non conosciamo gli autori. Forse, addentrandovi tra i vari complessi, potreste individuarne altre.

Maioliche decorate nel quartiere INA CASA Torre Spaccata [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Maioliche decorate nel quartiere INA CASA Torre Spaccata [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Il quartiere residenziale popolare venne progettato dall’architetto e urbanista Plinio Marconi (1893-1974), il quale coordinò numerosi progettisti (Serena Boselli, Gino Cancellotti, Galeazzo Ruspoli, Bruno Parboni, Massimo Castellazzi, Mario Zanetti, Eugenio Montuori, Vittorio Ballio Morpurgo, Giuseppe Nicolosi, Mario Paniconi, Vincenzo Passarelli, Giulio Pediconi) che, pur rispondendo a linee guida generali dettate dal Comitato di attuazione del piano  e dall’architetto Arnaldo Foschini (1884-1968), realizzarono corpi edilizi a torre o in linea, da tre a sette piani, disposti attorno ad ampie corti popolate di alberi e vegetazione rigogliosa, che danno l’opportunità di poter camminare circondati dal  verde, ammirando i dettagli architettonici che caratterizzano le singole tipologie di edifici: superfici traforate, cortina alternata a cemento, tetti a spiovente diversamente inclinati…

Scorci del quartiere INA CASA Torre Spaccata [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Scorci del quartiere INA CASA Torre Spaccata [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Prendiamo a sinistra per via Giuseppe Berneri che, oltrepassato il viale dei Romanisti, diventa via Rugantino. Poco oltre il civico 1, ci intrufoliamo in un’ampia corte che ospita all’interno di vecchi edifici una palestra, un centro antiviolenza del Comune di Roma, una casa di cura per anziani e un altro stabile abitato da persone in stato vegetativo o incapaci di provvedere a se stesse. Da fuori, non avremmo mai intuito la presenza di questo microcosmo.

Struttura di accoglienza in via Rugantino [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Struttura di accoglienza in via Rugantino [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Imbocchiamo sulla destra via Settimio di Vico, costeggiando una serie di stabili progettati per ospitare negozi. Ci fermiamo di fronte a un’installazione spontanea, fatta di tanti oggetti riciclati, collocati accanto o sulla parete di un edificio in cortina: una bandiera inglese, un triciclo, una bicicletta, delle cornici, un caffettiera, perfino un elefante con un cappellino.

Installazione artistica spontanea in via Attilio di Vico [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Installazione artistica spontanea in via Attilio di Vico [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Anche i panni, ordinatamente stesi su finestre e balconi, sembrano installazioni di arte popolare.

Panni stesi a Torre Spaccata [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Panni stesi a Torre Spaccata [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
I muri di Torre Spaccata non sono silenziosi: sfottò tra laziali e romanisti, botte e risposte, falci e martello accanto a loghi anarchici…

Scritte sui muri a Torre Spaccata [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Scritte sui muri a Torre Spaccata [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Oltrepassiamo l’ex mercato ATER di Torre Spaccata, vandalizzato da un incendio doloso nel 2016 e poi recuperato: oggi ospita una palestra  e, grazie a un’associazione riconosciuta dal Municipio, anche un’officina di sperimentazione che propone attività culturali di vario genere (teatro, mostre, concerti, mercato della formazione, biblioteca, presentazioni di libri).

Attraversiamo nuovamente via del Romanisti (qui a Torre Spaccata, tutta la toponomastica è intitolata a scrittori, poeti e cultori di Roma) e saliamo delle scalette che ci conducono al piccolo parco intitolato a Lorenzo Mancini, un ragazzo disabile morto nel 1981. Il padre, un paio d’anni dopo la perdita del figlio, aveva fatto realizzare dallo scultore e poeta romanesco Giorgio Fiordelli un gruppo scultoreo bronzeo di Pinocchio con i gendarmi, collocato sulla fontana che decora il parco. Vandalizzato e rubato negli anni successivi, venne sostituito nel tempo da un nuovo Pinocchio modellato dal mastro ceramista Giacomo Scarcella, ma neanche questo ha resistito alla furia dei vandali. Così, per poter vedere la statua del burattino in loco, rimangono solo alcune foto storiche disponibili in rete.

Parco Lorenzo Mancini a Torre Spaccata [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Parco Lorenzo Mancini a Torre Spaccata [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Oltrepassato il parco, non manchiamo di affacciarci all’interno della parrocchia di quartiere, fiancheggiata da un alto campanile: la chiesa Santa Maria Mundi, inaugurata nel 1970 su progetto degli architetti Eugenio Montuori e Giuseppe Nicolosi. È gremita di fedeli, accorsi ad ascoltare la messa domenicale. Nell’atrio d’ingresso, questi possono leggere su un tavolino le istruzioni per rivolgersi alla Madonna del Carmine affinché stenda la sua mano pietosa per le anime del purgatorio e osservare all’interno di una vetrina una serie di reperti archeologici rinvenuti nel corso di carotaggi effettuati nell’area, che secondo gli archeologi potrebbero essere pertinenti a un avamposto militare di epoca repubblicana attivo a ridosso dell’antica via Labicana (oggi Casilina).

Chiesa Santa Maria Mundi a Torre Spaccata [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Chiesa Santa Maria Mundi a Torre Spaccata [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Proseguiamo la nostra piacevole passeggiata lungo via Augusto Lupi: sui pali della luce alcuni manifestini pubblicizzano incontri settimanali con una “madre divina”, fondatrice di Sahaia Yoga.

Ampie aree verdi tra i complessi di Torre Spaccata [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Ampie aree verdi tra i complessi di Torre Spaccata [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Deviamo per via Marforio, dove nell’area in cui probabilmente venne apposta la prima pietra del nascente quartiere, incappiamo in un interessante bassorilievo, realizzato dall’artista siciliano Nicola Rubino (1905-1984): all’interno di un ambiente, un pittore realizza il ritratto di una signora in posa, che dà la mano a una ragazza, forse la figlia. Diversi elementi arricchiscono la scena: una tendina, una piantana, una mensola con tazze brocche, un gatto, in basso la scritta INA CASA fiancheggiata da due coppie di colombe.

Bassorilievo di Nicola Rubino in via Marforio [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Bassorilievo di Nicola Rubino in via Marforio [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Riguadagniamo via dei Romanisti e imbocchiamo a destra fino a raggiungere l’incrocio con via Pietro Romano su cui prospetta la scalinata di accesso al mercato rionale, chiuso essendo domenica. Proprio sul muro esterno, l’artista Claudia Romagnoli, in arte Croma, ha realizzato la sua interpretazione di mappa del quartiere (ne avevamo già vista una in viale Alessandrino nella tappa precedente): possiamo riconoscere il complesso INA Casa, una torre medievale, la metropolitana, una biblioteca, la chiesa, degli animali, degli skateboarder…

Mercato di Torre Spaccata: murale di Claudia Romagnoli [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Mercato di Torre Spaccata: murale di Claudia Romagnoli [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Sul retro del mercato si apre il Parco dei Romanisti con un’area svago e perfino un piccolo oliveto, perfettamente manutenuto.

Parco dei Romanisti a Torre Spaccata [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Parco dei Romanisti a Torre Spaccata [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Torniamo sui nostri passi, riattraversiamo viale dei Romanisti e ci incuriosiscono questi due cartelli che mettono in guardia i passanti dalle radici sporgenti e affioranti dei pini, problema comune a tutti i quartieri capitolini, ma qui messo particolarmente in evidenza.

Cartelli stradali in Via dei Romanisti [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Cartelli stradali in Via dei Romanisti [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Costeggiamo un’altra serie di edifici, sempre pertinenti al progetto INA CASA, lungo le silenziose via Giggi Pea, via Elisabetta Canori Mora, via Adolfo Giaquinto fino a raggiungere l’immenso Pratone di Torre Spaccata, naturale prosecuzione del Parco di Centocelle. Nel mese di agosto di quest’anno [2024] è stato oggetto di un incendio, probabilmente doloso, che ha incendiato le sterpaglie e causato il ferimento di alcuni volontari della Protezione civile e di un vigile del fuoco, intervenuti per cercare di spegnere i roghi.

Il Pratone di Torre Spaccata [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Il Pratone di Torre Spaccata [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Il Pratone si è miracolosamente salvato dalle speculazioni. Fin dagli anni Sessanta era stato previsto, nell’ambito della progettazione del Sistema Direzionale Orientale (SDO) che qui venisse realizzata la diramazione urbana dell’Autostrada Roma-Napoli, progetto successivamente accantonato. Negli anni Ottanta, però, tutta l’area fu soggetta a indagini archeologiche preventive alla costruzione della strada, che portarono all’individuazione di resti di ville suburbane, sepolcreti, cisterne. Successivamente, nel Piano regolatore del 2008 si prevedeva che parte dell’area dovesse essere valorizzata anche grazie alle preesistenze archeologiche e al contiguo Parco di Centocelle, ma per ora ancora nulla è stato fatto e il pericolo di speculazioni è sempre alto. Ci mettiamo un bel po’ ad attraversare il pratone, vero e proprio tratto di campagna romana con fossi, canneti, arbusteti, prati di margherite.

Il Pratone di Torre Spaccata [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Il Pratone di Torre Spaccata [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Oltrepassato un vecchio edificio rurale in abbandono, costeggiamo uno sfasciacarrozze con scheletri di automobili molto fotogenici e ci mettiamo un po’ a trovare un varco per uscire su viale Bruno Pelizzi: forse per via del recente incendio, la maggior parte dei varchi è stata chiusa dalla polizia, ma alcuni di essi sono stati prontamente riaperti dagli abitanti dei complessi limitrofi, che non vogliono rinunciare a questo esteso spazio verde per passeggiare e condurre i cani a spasso.

Il Pratone di Torre Spaccata [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Il Pratone di Torre Spaccata [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Tenendoci all’esterno della recinzione, torniamo sui nostri passi fino a raggiungere l’incrocio con via di Torre Spaccata, dove costeggiamo un complesso abitativo recentissimo, caratterizzato da finestroni azzurri e pannelli solari sui tetti spioventi: un esempio di architettura sostenibile, anche gradevole allo sguardo, che però risulta del tutto decontestualizzata rispetto al paesaggio e all’edilizia circostanti.

Moderno complesso edilizio su via di Torre Spaccata [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Moderno complesso edilizio su via di Torre Spaccata [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Proprio di fronte all’ingresso di questo complesso (civico 101a) attraversiamo la strada e prendiamo un viottolo in salita che porta al piccolo parco Ecoman (manutenuto dal signor Vincenzo che, volontariamente, si fa carico della miscela del tosaerba e degli attrezzi necessari)  fino a raggiungere via Giovanni Battista Peltechian: in un’area adibita a prato svetta una torre medievale, la Torre Spaccata che ha dato il nome al quartiere. Girandoci attorno si possono notare i resti di un sepolcro romano in laterizio su cui venne impostata la torre, adibita al controllo delle vie Labicana e Tuscolana.

La Torre Spaccata in via Giovanni Peltechian [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
La Torre Spaccata in via Giovanni Peltechian [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Imbocchiamo una stradina sul retro del sepolcro che costeggia una serie di stabili fino ad arrivare in un”area a parcheggio. Qui, per raggiungere viale Antonio Ciamarra attraversiamo un supermercato, oltre il quale ci consentiamo un momento di riposo in un caffè di quartiere.

Scorciatoia per Via Ciamarra [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Scorciatoia per Via Ciamarra [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Attraversiamo con cautela il grande stradone e imbocchiamo un viottolo oltre il semaforo fino a raggiungere via Libero Leonardi; prendiamo poi a sinistra per via Muraccio dell’Archetto costeggiando un’azienda agricola specializzata nella coltivazione di “prodotti oleosi” che percorriamo fino a raggiungere via del Fosso di Santa Maura, che percorriamo fino all’altezza di strisce pedonali in corrispondenza di un semaforo,  che attraversiamo per poi imboccare via delle Rondini. In lontananza, oltre la rotonda, su via della Sorbona è ancora ben conservato il murale Ventrem feri imperium, realizzato nel 2017 dall’artista Chekos per il progetto GRAArt: sono facilmente riconoscibili i ritratti dell’imperatore Nerone e della madre Agrippina, oltre a resti archeologici di Pompei e al profilo del Vesuvio.

Scorci di via del Fosso di Santa Maura [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Scorci di via del Fosso di Santa Maura [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Proseguiamo lungo via delle Rondini, costeggiando un moderno edificio per poi imboccare via delle Rupicole, intitolata a dei passeriformi noti anche come “galletti di roccia”. Siamo ormai giunti nella parte meridionale di Torre Maura, dove tutti i toponimi rimandano all’ornitologia.

Via delle Rupicole [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Via delle Rupicole [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Lungo la via incontriamo un gabbiotto con una freccia che indica la direzione del Parco delle Rupicole, un giardino sensoriale ideato nel 2011 da uno studio di architettura in collaborazione con il Dipartimento delle politiche sociali del Comune di Roma e l’Orto botanico. Fu pensato per essere non solo uno spazio ludico e di socializzazione, ma anche di riabilitazione, essendo direttamente collegato a una comunità-alloggio per persone disabili. Oggi l’area verde necessita di manutenzione e molte piante sono sofferenti, anche a causa della torrida estate, così si fa un po’ fatica a riconoscere i diversi giardini (rinascimentale all’italiana, arabo, giapponese, di bambù) e gli spazi sensoriali (giardino del gusto, giardino dell’olfatto, area per aromaterapia). Sono invece ancora ben conservati i pannelli tattili sulla flora e sulla fauna della campagna romana e la mappa topografica, anche a uso dei disabili visivi. Speriamo che quanto prima il giardino torni all’originario splendore, anche a beneficio dei residenti.

Parco delle Rupicole [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Parco delle Rupicole [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Tornati al gabbiotto, attraversiamo la strada e imbocchiamo un sentierino sul prato che fiancheggia viale di Torre Maura, costeggiando sulla nostra sinistra lo stabilimento dove quotidianamente si stampa Il Messaggero.

Lo stabilimento del Messaggero a Torre Maura [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Lo stabilimento del Messaggero a Torre Maura [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Sulla destra, invece, si susseguono le casette nate spontaneamente nel dopoguerra, con superfetazioni più recenti. A non molta distanza da qui, in via Silicella, sono stati di recente sgomberati da agenti della polizia, vigili urbani e carabinieri 150 sudamericani che avevano trovato rifugio nelle strutture dell’ex hotel Jonio, dopo aver alloggiato in uno stabile in via Eudo Giulioli, a Cinecittà: un problema, quello degli sgomberi senza soluzioni, che attanaglia la nostra città, mai pronta a risolvere efficacemente l’emergenza casa, provocando piuttosto disagi e insofferenza nella popolazione, purtroppo sempre meno tollerante.

 

Sentiero lungo via di Torre Maura [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Sentiero lungo via di Torre Maura [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Giunti all’incrocio con via delle Ghiandaie, la imbocchiamo fino a raggiungere piazza delle Starne. Da qui, al termine di via dello Sparviero, visitiamo la chiesa intitolata a San Giovanni Leonardi, parrocchia di quartiere realizzata nei primi anni Cinquanta del Novecento da Tullio Rossi, al cui interno si conservano un paio di interessanti dipinti di recente fattura. All’esterno una statua del presbitero, fondatore dell’Ordine dei Chierici Regolari della Madre di Dio e promotore del Collegio Missionario di Propaganda Fide alla fine del XVI secolo.

Parrocchia San Giovanni Leonardi a Torre Maura [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Parrocchia San Giovanni Leonardi a Torre Maura [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Continuando a passeggiare lungo le tranquille vie intitolate agli uccelli, notiamo alcuni cartelli che invitano a mantenere il quartiere pulito. La fantasia dei romani è proverbiale, come prova il grande concorso “Caca e scappa” con tanto di premio e regolamento di partecipazione, pubblicizzato sul cancello di un condominio.

Cartelli d'invito alla pulizia del quartiere [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Cartelli d’invito alla pulizia del quartiere [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Ed eccoci sul retro della parrocchia, in via dell’Airone, dove in genere si sentono le urla dei bambini impegnati in attività sportive nei soprastanti campetti. Quando ci siamo passati, in occasione di un sopralluogo, un altoparlante diffondeva ad altissimo volume il ritornello di Disco Paradise, con la squillante voce di Annalisa.

Scorci in via dell'Airone [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Scorci in via dell’Airone [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Siamo giunti nel cuore di questo settore di Torre Maura, piazza degli Alcioni, con i pochi banchi rimasti del mercato che presto verrà trasferito nel vicino spazio dei capolinea degli autobus e del parcheggio auto. Ci fermiamo qualche minuto al fornitissimo forno caffè con ampia scelta di prodotti salati e dolci.

Piazza dell'Alcione [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Piazza dell’Alcione [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Arrivati quasi al termine della nostra tappa, non possiamo fare a meno di imboccare via delle Rondini e poi via della Cicogna fino all’ampio spazio sterrato lungo viale di Torre Maura, dove è installata una giostra a seggiolini, che a Roma chiamiamo “calcinculo”. Non lo abbiamo fatto, ma quanto avremmo desiderato ruotare vorticosamente, seduti sui seggiolini agganciati alle colonna centrale tramite lunghe catene, per vivere un’esperienza di novecentesca memoria.

Calcinculo in viale di Torre Maura [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Calcinculo in viale di Torre Maura [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Torniamo sui nostri passi e concludiamo la nostra passeggiata in via dell’Aquila Reale: al civico 3, tra due palazzi, si conservano alcuni filari di travertino di un mausoleo di età tardo-repubblicana o augustea rinvenuti nel 1962 in occasione dello sbancamento per i lavori di fondazione.

Resti di mausoleo romano in via dell'Aquila Reale [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Resti di mausoleo romano in via dell’Aquila Reale [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
L’anello si è quasi concluso, si può riprendere la Metro C alla fermata Torre Maura, oppure completare il cerchio fino alla Metro C Torre Spaccata. In tal caso, le soprese non sono finite: in poche centinaia di metri – all’altezza del decimo chilometro della via Casilina – si incrocia un’edicola mariana  con l’invito a una preghiera per “l’ascesa spirituale dei colti da morte violenta sulla Casilina”, un bel complesso a torre con tracce medievali ed elementi architettonici romani e, infine, un bell’edificio balconato, appena ristrutturato, risalente al 1930, come recita la scritta “anno VIII”.

Scorci all'altezza del decimo chilometro della via Casilina [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Scorci all’altezza del decimo chilometro della via Casilina [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Chi aveva lasciato l’auto al punto di partenza, presso il parcheggio di via Giuseppe Berneri, può dare un ultimo sguardo all’orizzonte attraverso gli alti tralicci, che svettano nel crepuscolo.

Tralicci in via Giuseppe Berneri [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Tralicci in via Giuseppe Berneri [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Un ringraziamento al simpatico gruppo che si è prestato a testare con noi questo interessantissimo percorso.

Foto di gruppo a Torre Spaccata, 20 ottobre 2024 [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Foto di gruppo a Torre Spaccata, 20 ottobre 2024 [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Puoi richiedere le tracce GPX di questa tappa scrivendo a: grandtourdelleperiferie@gmail.com

Link utili e di approfondimento:

 

 

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