Presi uno per uno, questi sticker hanno ben poco da raccontare. Sono piccoli adesivi colorati utilizzati dalle agenzie turistiche per distinguere un gruppo dall’altro durante le visite guidate. Una funzione pratica, destinata a esaurirsi nel giro di poche ore.
Ma che cosa succede quando, terminata la visita, centinaia di persone staccano il proprio adesivo e lo attaccano nello stesso posto?
Da contrassegno a mosaico
Sono anni ormai che intorno al Colosseo, all’uscita del Foro Romano o nei pressi di altri monumenti molto frequentati si vedono ringhiere, pali e altre strutture ricoperti da centinaia di questi piccoli sticker.
![Roma, Via della Salara Vecchia, 5 marzo 2025 [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY-NC-SA]](https://www.appasseggioblog.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_6344.jpg)
Nessuno decide la composizione. Nessuno sceglie i colori. Nessuno stabilisce dove debba cominciare o finire.
Eppure, a forza di aggiungere piccoli cerchi, quadrati e frammenti colorati, la superficie cambia completamente aspetto. Quello che nasce come un accumulo casuale finisce per assomigliare a un grande mosaico contemporaneo.
Un’opera senza autore
È naturalmente un paradosso. Attaccare adesivi sulle strutture dello spazio pubblico rimane un comportamento improprio e non diventa lecito perché il risultato può apparire bello.
Eppure, se ci allontaniamo di qualche passo e osserviamo l’insieme, accade qualcosa di curioso.
![Roma, Via della Salara Vecchia, 5 marzo 2025 [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY-NC-SA]](https://www.appasseggioblog.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_0087.jpg)
E, come spesso accade nello spazio urbano, anche lo sguardo di chi passa contribuisce a trasformarla. Quelle ringhiere coloratissime attirano l’attenzione, vengono fotografate e diventano persino lo sfondo per selfie e fotografie ricordo.
Davanti a duemila anni di storia
C’è poi un altro elemento che rende particolarmente suggestivi questi mosaici: il luogo in cui si formano.
Gli sticker si accumulano davanti al Colosseo e al Foro Romano, in uno dei paesaggi archeologici più conosciuti al mondo. Da una parte monumenti sopravvissuti per quasi duemila anni; dall’altra una composizione contemporanea destinata probabilmente a durare pochissimo.
Il contrasto è quasi perfetto: permanenza ed effimero, monumento e gesto quotidiano, storia e presente convivono nello stesso sguardo.
Un mosaico destinato a scomparire
Queste composizioni non sono mai definitive. Ogni nuovo adesivo modifica quelle precedenti; alcuni scoloriscono, altri vengono strappati o coperti, altri ancora spariscono quando le strutture vengono pulite o sostituite.
È quanto è accaduto anche nei pressi del Colosseo: alcune delle superfici che avevamo fotografato completamente ricoperte di sticker sono state successivamente rimosse o trasformate. Il mosaico non esiste più e la fotografia è diventata, involontariamente, il documento di qualcosa che è scomparso.
![Roma, Via della Salara Vecchia, 7 agosto 2024 [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY-NC-SA]](https://www.appasseggioblog.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_8138.jpg)
In questo caso la Collezione MuStick non conserva dunque soltanto gli sticker. Conserva la memoria di ciò che, per un certo tempo, migliaia di piccoli sticker sono riusciti involontariamente a diventare.
Cartellino MuStick
Titolo: Mosaico effimero
Autore: anonimo e collettivo
Tecnica: sticker adesivi per gruppi turistici
Supporto: arredo urbano
Luogo: area archeologica centrale di Roma
Datazione: XXI secolo
Stato di conservazione: in continua trasformazione; in alcuni casi scomparso
In questo caso MuStick non conserva dunque soltanto gli sticker. Conserva la memoria di ciò che, per un certo tempo, migliaia di piccoli sticker sono riusciti involontariamente a diventare.
[Maria Teresa Natale, 24 agosto 2026]