Parigi: una passeggiata nel quartiere multietnico della Goutte d’Or

Quarant’anni fa la Goutte d’Or, nel XVIII arrondissement di Parigi, era considerato un quartiere off-limits, oggi viene segnalato in ogni guida che propone itinerari turistici e culturali alternativi nella capitale francese.  Negli ultimi due decenni questo settore della città è stato oggetto di grande attenzione da parte delle istituzioni pubbliche. Nel 2012 è stata la prima zona identificata di “sicurezza prioritaria” (ZSP); nel 2019 è divenuta un quartiere di “riconquista repubblicana” (QRR); analogamente ad altri quartieri parigini, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici 2024, è stata oggetto di trasformazioni e sperimentazioni, da lasciare in eredità ai parigini nel lungo periodo.

Passeggiando per le vie del quartiere, vi accorgerete che queste prime righe non sono solo chiacchiere, vedrete come in quest’area si sta cercando veramente di dare a tutti l’accesso ai servizi e alle funzioni quotidiane: alloggi, sport, salute, negozi, scuole e cultura. Una “zona esemplare” per consentire a chiunque, indipendentemente dalla sua situazione (famiglie con passeggini, anziani, persone con disabilità ecc.), di spostarsi facilmente e di accedere ai servizi comunali entro un perimetro di “un quarto d’ora”.

E l’esemplarità la si vede anche dalle piccole cose, segno di gran civiltà: il rispetto della pedonalità, l’attenzione agli spazi verdi, la presenza di vespasiani di quartiere, il divieto di fumare davanti a tutte le scuole, le rastrelliere per servizi di bike e e-bike sharing (nella foto la vedete vuota perché al mattino presto molti si servono della bici per scendere dalla collina!!!)

Dettagli nel quartiere della Goutte d'Or [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Dettagli nel quartiere della Goutte d’Or [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Prendetevi un paio d’ore di tempo e non rimarrete delusi da questa passeggiata. L’itinerario prende avvio da place du Château-Rouge. Di mattina, presso l’animata stazione che porta lo stesso nome della piazza (linea 4), un nugolo di signore africane si sporge dal parapetto delle scale per mostrare alle possibili clienti una selezione di fantasiose acconciature stampate su coloratissimi cartoncini A4 plastificati. Si prosegue in rue Dejean, con l’animatissimo mercato che propone alimenti esotici e nostrani in un tripudio di colori. Attenzione a scattare foto: potreste essere trattati a male parole.

Mercato Dejean [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Mercato Dejean [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Oltrepassato il mercato si prende a sinistra per rue des Poissonniers e poi nuovamente a destra per rue de Suez, fiancheggiata da una miriade di ristoranti che propongono menu indiani, haitiani, guineani…  Al piano terra di un edificio si trova un “Punto d’accesso al diritto”, uno spazio di accoglienza, permanente e gratuito, che fornisce informazioni su diritti e doveri alle persone che si trovano ad affrontare problemi legali o amministrativi. Il cittadino può quindi fruire di sessioni legali  specialistiche, in particolare nei settori del diritto di famiglia, del lavoro, della casa, della prevenzione degli sfratti, dell’immigrazione, della lotta alla discriminazione, della violenza contro le donne ecc.

Goutte d'Or, Punto d'accesso al diritto [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Goutte d’Or, Punto d’accesso al diritto [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
In rue Léon, vi troverete di fronte alla Goutte d’ordinateur culturel, uno spazio digitale pubblico gestito dall’associazione Salle Saint-Bruno con l’obiettivo di combattere il divario digitale, promuovere l’inclusione offrendo laboratori per principianti, fungere da punto di riferimento per i cittadini più svantaggiati che non sanno come risolvere problemi di accesso al digitale e derivanti dalla smaterializzazione dei servizi pubblici. Mi sono soffermata ad osservare alcuni manifesti affissi sulle vetrine, che propongono slogan focalizzati sull’educazione al digitale: “Stanchi di essere zombie: lasciamo da parte i cellulari di notte”; “Sulla rete tutto è più bello, tutto è più falso”; “Sulla rete parlo agli altri come vorrei gli altri parlassero a me”; “Su Internet tutti ti vedono: proteggi la tua intimità”; “A tavola si taglia il pane, lasciamo da parte gli schermi”; “Gli schermi sono come le caramelle, a mangiarne troppe si diventa “scorbutici”; “Gli schermi sono come i pasti: orari fissi e quantità limitate”.

Goutte d'Or, Goutte d'ordinateur culturel [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Goutte d’Or, Goutte d’ordinateur culturel [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
All’incrocio tra rue Myrha e rue Léon si staglia un edificio dall’architettura geometrica, il 360 Paris Music Factory, con uno spazio di più di mille metri quadrati su cinque piani che ospita concerti fino a sera. Non solo: si tratta di una vera e propria industria creativa che segue gli artisti dall’ideazione dell’opera alla distribuzione: musicisti più o meno noti, di origini diverse.

Goutte d'Or, 360 Paris Music Factory [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Goutte d’Or, 360 Paris Music Factory [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]

In rue Myrha ci sono dei lavori in corso per rifare il selciato stradale. Un avviso informa che quando per via di un cantiere gestito dal Comune i parcheggi privati non sono accessibili, i cittadini possono fare richiesta di stazionamento gratuito su strada pubblica.

Goutte d'Or, Rue Myrha [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Goutte d’Or, Rue Myrha [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Da rue Stephenson si gode una bella vista sulla chiesa cattolica Saint-Bernard de la Chapelle, intitolata all’abate e teologo Bernardo di Chiaravalle, fondatore nell’XI secolo dell’abbazia di Clairvaux e rinnovatore dell’Ordine dei Cavalieri Templari, citato anche da Dante Alighieri nel XXXIII canto del Paradiso. Il progetto si deve all’architetto Auguste-Joseph Magne, sotto la direzione del prefetto dell’epoca, l’arcinoto barone Georges Eugène Haussmann (1809-1891), che con i suoi molteplici progetti di modernizzazione e abbellimento di Parigi, espulse gli operai dal centro della città. Quando venne costruita in stile neogotico, nel 1858,  questa chiesa si collocava nel comune di La Chapelle, collegato a Parigi solo nel 1861.

La chiesa è ricca di storie. Nel 1871, durante il periodo della Comune parigina, l’anarchica e rivoluzionaria Louise Michel animò in questa chiesa il “club della Rivoluzione”, spazio di espressione popolare, dove si preconizzavano un’educazione vivace, scuole professionali e orfanotrofi laici. Il 23 agosto 1996, invece, quasi trecento immigrati clandestini, per lo più maliani e senegalesi, che avevano occupato la chiesa un paio di mesi prima, furono brutalmente evacuati da un migliaio di gendarmi e poliziotti. Lo chiamarono “L’affaire des sans-papiers”  (il caso di coloro che sono senza documenti) che innescò per lungo tempo un acceso dibattito sul malfunzionamento della politica dell’immigrazione, con grande eco internazionale. Da diverso tempo, la parrocchia è sotto la responsabilità dei missionari scalabriniani, la cui missione è proprio l’accompagnamento dei migranti.

Goutte d'Or, Chiesa Saint-Bernard de la Chapelle [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Goutte d’Or, Chiesa Saint-Bernard de la Chapelle [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Il quartiere è pieno di scuole, di fronte a una materna, in rue Saint-Luc, una lapide accanto al portone, ricorda che al tempo dell’occupazione tedesca, durante la Seconda Guerra Mondiale, almeno 700 bambini ebrei vivevano nel XVIII arrondissement; alcuni di loro, che frequentavano questa scuola storica, vennero deportati nei campi di sterminio.

Goutte d'Or, Rue Saint-Luc, edificio scolastico [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Goutte d’Or, Rue Saint-Luc, edificio scolastico [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Lungo la stessa strada, potete osservare un’ampia struttura con copertura in legno traforato per attività sportive e, dirimpetto, il Gymnase de la Goutte d’Or. In spazi rigenerati, i cittadini hanno ora a disposizione efficienti strutture di prossimità per praticare la pallamano, il badminton, la pallacanestro, la pallavolo, il tennis, il nuoto.

Goutte d'Or, Edificio sportivo [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Goutte d’Or, Edificio sportivo [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Ed eccovi a square Léon, mezzo ettaro di area libera inaugurata nel 1973 e rinnovata nel 1989 di concerto con gli abitanti e le associazioni, che oggi offre giochi per bambini, area fitness, opere d’arte, scacchi, ping-pong, calcetto, campo di pallacanestro, tutto rigorosamente manutenuto e pulito giornalmente. 

Goutte d'Or, Square Léon [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Goutte d’Or, Square Léon [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Presso il campetto di pallacanestro, lungo una delle pareti perimetrali, sono dipinte le magliette delle squadre che partecipano al campionato: Egitto, Madagascar, Togo, Gabon, Nigeria, Gambia, Guinea, Algeria, Repubblica democratica del Congo, Tunisia, Mauritania, Mali, Marocco, Comore, Costa d’Avorio, Etiopia, Camerun, Senegal, Congo Brazzaville, Benin, Cabo Verde, Ghana e per finire anche una squadra Internazionale. Su tutte le magliette compare il numero 9, il numero del marcatore. Su un’altra parete la scritta “Credi nei tuoi sogni, realizzali” e i vincitori dell’edizione annuale del torneo: 2019 Costa d’Avorio, 2021 Mali, 2022 Tunisia. 2023 Mauritania, altri spazi sono già previsti fino al 2031!

Goutte d'Or, Square Léon, campetto di pallacanestro [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Goutte d’Or, Square Léon, campetto di pallacanestro [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Dallo sport all’arte: in rue Cavé, l’Echomusée Goutte d’or ospita mostre e manifestazioni culturali da almeno trent’anni. Un bellissimo poster colorato rappresenta una mappa stilizzata del quartiere e diverse opere di street art decorano l’intonaco giallo che connota lo spazio.

Goutte d'Or, Rue Cave, Echomusée [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Goutte d’Or, Rue Cave, Echomusée [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Del resto, nonostante l’offerta qualitativa del quartiere in termini di servizi, i muri parlano parecchio alla Goutte d’or con poster, locandine, scritte, sticker che rimandano ai dibattiti contemporanei: il lavoro, le guerre in corso, la violenza sulle donne, l’età pensionabile…

Goutte d'Or, Manifesti affissi nel quartiere [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Goutte d’Or, Manifesti affissi nel quartiere [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Proseguendo l’itinerario si arriva in rue Polonceau, intitolata a un ingegnere ferroviario. Al civico 33 in francese e arabo compare l’intestazione dell’Associazione dei genitori degli alunni maghrebini in Francia, al civico 37 il Jardin l’Univert: un manifesto sulla porta d’ingresso informa che ci si può venire per fare giardinaggio, ma anche per approfittare dell’ambiente, per non far nulla, per ascoltare la musica, per coltivare se stessi nel contatto con gli altri… uno spazio collettivo, d’incontro, di scambio, di convivialità.

Goutte d'Or, Jardin l'Univert [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Goutte d’Or, Jardin l’Univert [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
In rue Erckmann-Chatrian, al civico 1, se alzate la testa, potete vedere un ritratto dell’istitutrice Louise Michel (ne avevamo parlato di fronte alla chiesa), mentre poco oltre

Goutte d'Or, Louise Michel [Foto: Cortesia Jérôme Nicolas]
Goutte d’Or, Louise Michel [Foto: Cortesia Jerôme Nicolas]
potete incontrare un personaggio molto famoso, a cui tutti gli amanti di street art sono affezionati: l’iconico gatto giallo dipinto stavolta in quattro esemplari da MrChat nell’arrondissement più multietnico della Parigi storica. Dal 1997 l’artista francese dipinge gatti dai “sorrisi gialli” utilizzando strade, piazze, edifici come tele, con l’obiettivo di rendere bello e positivo l’ambiente che si attraversa: non poteva non farlo anche qui, di fronte a una scuola, a poca distanza da Montmartre e dal Sacré-Cœur, localizzati sulla collina adiacente.

Goutte d'Or, Rue Erckmann-Chatrian, MrChat [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Goutte d’Or, Rue Erckmann-Chatrian, MrChat [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Rue Richomme è la strada dei bambini, ce lo raccontano dipinti e lattine artistiche affisse nei pressi della scuola comunale. La strada è stata rifatta di recente: rimozione delle barriere architettoniche e dell’asfalto, nuovo manto stradale. E l’Associazione Goutte Verte si prende cura di un giardino condiviso, dotato anche di uno spazio per il compost e un serbatoio dell’acqua. La recinzione artistica che delimita il giardino è naturalmente opera di un artista del quartiere, Sara Renaud, alias Supervolum, che la ha pensata, disegnata, forgiata.

Goutte d'Or, Rue Richomme, Giardino condiviso [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Goutte d’Or, Rue Richomme, Giardino condiviso [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Si torna in rue des Poissonniers, se non fosse per il nome nulla farebbe pensare che per secoli questa è stata la strada delle pescherie, dove avreste visto decine di carretti trainati da cavalli trasportare giornalmente  il pesce pescato nel Mare del Nord alle Halles, i vecchi mercati generali di Parigi.

Oggi in questa strada e nelle vie limitrofe possiamo trovare diversi negozi specializzati in sartoria e vendita di tessuti, tra cui il “wax”, dalle fantasie molto sgargianti, praticamente un batik industriale fatto di cotone stampato e cerato su entrambi i lati della stoffa per farne risaltare i colori. Autori di questo tipo di stoffa furono gli olandesi che nel XIX secolo trassero ispirazione dai batik giavanesi per sostituirsi industrialmente al mercato locale. Non riuscendovi, si rivolsero quindi al mercato africano, anche se a far da ponte tra i due continenti, Africa ed Europa, furono soprattutto i missionari che contribuirono all’import/export di gusti e culture. Il 1966 fu l’anno che vide in Ghana la prima azienda produttrice di Wax nel continente africano. Con gli anni 2000 il colorato tessuto divenne sempre più popolare, sfruttato anche da sarti di alta moda e indossato da artiste del calibro di Rihanna e Lady Gaga, ma al giorno d’oggi le industrie africane faticano a tenere il passo con i concorrenti cinesi. Se vi doveste trovare ad acquistare tessuti in Wax alla Goutte d’Or, verificate la provenienza!

Goutte d'Or, Rivendita di tessuti wax [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Goutte d’Or, Rivendita di tessuti wax [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
All’incrocio con rue Polonceau, noterete un altro giardino, uno spazio di gioco e giardinaggio per i bambini, ma anche sede della Table ouverte, dove precari e senzatetto possono fruire di distribuzioni alimentari. Soprattutto con la bella stagione, l’area si apre a iniziative di quartiere.

Goutte d'Or, Spazio di condivisione [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Goutte d’Or, Spazio di condivisione [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Da qui si diparte rue de la Goutte d’Or, che invita a raccontare qualcosa sull’origine del toponimo. Goutte d’Or (la Goccia d’Oro) rimanda al colore del vino bianco prodotto nelle vigne impiantate nel territorio fino al XIX secolo. Una tradizione vuole che nel Quattrocento, il Comune di Parigi offrisse ogni anno al re di Francia quattro barili di vino prodotto nei vigneti di questo territorio.

Goutte d'Or, Rue de la Goutte d'Or [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Goutte d’Or, Rue de la Goutte d’Or [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Successivamente, intorno agli anni Quaranta dell’Ottocento, le vigne scomparvero a seguito di lottizzazioni progressive cui seguì la costruzione di pensioni ammobiliate e alloggi  destinati agli operai giunti dalla provincia per costruire la Gare du Nord e l’ospedale Lariboisière e agli sfrattati dal centro di Parigi a seguito dei programmi urbanistici del Barone Haussmann. Con l’incessante sviluppo industriale arrivarono nuovi migranti dal sud e dal nord Europa, cui si sostituirono nel tempo maghrebini e africani. Tutt’oggi passeggiando nel quartiere potete ascoltare un ampio ventaglio di lingue, dialetti e storpiature della lingua francese.

In ogni quartiere che si rispetti non può mancare la biblioteca. Recatevi in rue de Chartres, dove un grande edificio a più piani ospita numerose collezioni di libri, manga, dischi, DVD, giochi di società e ampi spazi destinati alla lettura, al lavoro e al riposo. Su richiesta, gli utenti vengono aiutati non solo dai bibliotecari ma anche da “scrivani pubblici” per il supporto nelle “pratiche amministrative” e personale specializzato nell’alfabetizzazione digitale e nell’apprendimento della lingua francese.

Goutte d'Or, Biblioteca municipale [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Goutte d’Or, Biblioteca municipale [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Di fronte alla biblioteca, un altro spazio culturale molto ampio è a disposizione dei cittadini, FGO Barbara, con una sala per concerti e sei sale per prove e registrazioni: una struttura creata per sostenere progetti emergenti e artisti indipendenti, anche in residenza.
Goutte d'Or, FGO Barbara [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Goutte d’Or, FGO Barbara [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]

Siete ormai al limitare del quartiere, già si vedono le strutture della metropolitana sopraelevata della linea 2 che corre lungo Boulevard de la Chapelle, sotto le quali ogni mercoledì e sabato si svolge l’animato mercato Barbès, dove, in un’atmosfera veramente autentica, potrete trovare, frutta, verdura, carne, pesce, spezie di ogni tipo e oggetti vari a prezzi veramente competitivi.

Boulevard de la Chapelle, Mercato Barbès [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
Boulevard de la Chapelle, Mercato Barbès [Foto: Maria Teresa Natale, CC BY NC SA]
L’itinerario che vi abbiamo proposto termina alla stazione di metropolitana Barbès – Rochechouart, che deve il nome al rivoluzionario Armand Barbès (1809-1870) e alla badessa di Montmartre Marguerite de Rochechuart (1665-1727). Pensate che proprio qui nel 1941 il colonnello Pierre-Georges Fabien, diede inizio alla Resistenza armata francese, uccidendo un giovane soldato tedesco.

Un itinerario che invita a riflettere: la rigenerazione urbana in un contesto storico e multietnico, che veda la collaborazione tra istituzioni pubbliche, associazioni no-profit e  cittadini, è possibile e il modello di questo piccolo quartiere parigino potrebbe diventare fonte d’ispirazione per tante iniziative dei cugini italiani d’Oltralpe.

[Maria Teresa Natale, passeggiata effettuata nei giorni 9 e 12 dicembre 2024]

 

 

 

 

 

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