Pugacioff: una storica libreria dell’usato a Monteverde

20 marzo 2021, Roma è in zona rossa a causa della pandemia ma le librerie sono aperte, è dunque una buona occasione per fare quattro passi attorno all’isolato dove abito e far visita alla Libreria Pugacioff in via Andrea Busiri Vici 34, una stradina nel quartiere di Monteverde che mette in collegamento via dei Quattro Venti con Viale di Villa Pamphili.

Libreria Pugacioff, Roma, Monteverde [Foto: Associazione culturale GoTellGo / Maria Teresa Natale, [CC BY NC ND]Non ci sono insegne a reclamizzare questa piccola libreria indipendente dell’usato, il suo biglietto da visita è l’unica grande vetrina in cui ogni giorno vengono esposti libri, fumetti, riviste, saggi  e rarità editoriali del Novecento.

Pur abitando a due passi e pur avendo già più volte varcato la soglia di questo bel negozio, era da tanto tempo che volevo saperne di più sulla storia di questo gioiello monteverdino. Ora, finalmente, è giunto il giorno giusto per fare una chiacchierata con Bruno Monetti e Claudio Colizzi, che con entusiasmo e professionalità lo gestiscono da più di quarant’anni.

Libreria Pugacioff, Roma, Monteverde, Bruno Monetti e Claudio Colizzi [Foto: Associazione culturale GoTellGo / Maria Teresa Natale, [CC BY NC ND]
Libreria Pugacioff, Roma, Monteverde, Bruno Monetti e Claudio Colizzi
Bruno, da sempre avido lettore, ha fondato la libreria nel 1976, poi nel 1985 si è aggiunto come socio Claudio, appassionato collezionista di libri e arte. Ormai la libreria Pugacioff, da quando ha chiuso la storica merceria in piazza Rosolino Pilo, costituisce il più vecchio negozio di quest’area di Monteverde, al piano strada di un palazzo del 1959.

Iniziamo dal curioso nome della libreria: Pugacioff. Bruno ce ne spiega il motivo.

Italianizzato in Emiliano Pugacev, il feroce cosacco Emel’jan Ivanovič Pugačëv guidò tra il 1773 e il 1774 un’insurrezione delle masse di servi della gleba; la zarina Caterina II sottovalutò la portata della ribellione, e così ci mise un paio d’anni a riportare la situazione alla normalità. In seguito a una pesante rappresaglia zarista, furono gli stessi cosacchi a consegnare il loro leader all’esercito di Caterina. Giudicato attentatore della stabilità dello Stato, dopo essere stato imprigionato nel carcere moscovita della Butyrca, venne decapitato e squartato pubblicamente. Uno dei capolavori della letteratura russa, La figlia del Capitano, scritto da Aleksandr Puškin nel 1836, è ambientato proprio ai tempi della sommossa di Pugacev e narra la storia di un giovane ufficiale ussaro, Pjotr Grines, accusato di aver tradito la zarina per essersi unito alle truppe del capo sommossa cosacco.

Ma non basta: Pugaciòff [con l’accento sulla ò] fu anche il simpatico personaggio di una serie a fumetti, coprotagonista nelle storie di Cucciolo e Beppe pubblicate dalle Edizioni Alpe, che fece la sua prima apparizione nel 1959. Se nelle prime storie Pugaciòff, ideato a Giorgio Rebuffi, era un vero e proprio cane da guardia che un cosacco del Don aveva presentato a Cucciolo e Beppe, in seguito avrebbe assunto fattezze antropomorfe esprimendosi in russo maccheronico: un vero e proprio “luposki della steppaff”, ossessionato dal nemico storico, il bieco Bombarda, e difeso da un pescecane.

Il lupo Pugaciòff [Fonte: Giorgio Rebuffi, Pugciòff & dintorni 1963-1965, ed. Annexia]
Il lupo Pugaciòff [Fonte: Giorgio Rebuffi, Pugciòff & dintorni 1963-1965, ed. Annexia]
Ecco quindi spiegato il nome della libreria, specializzata in storia, letteratura e fumetto, oltre che filosofia e arte. Sempre ricchi di novità, inoltre, i settori dedicati alla letteratura per ragazzi, al colonialismo, alle due guerre mondiali e a Roma.

Chiedo a Bruno e Claudio se la libreria negli anni è stata visitata da personaggi eccellenti, ed ebbene sì, loro ne ricordano alcuni: Nanni Moretti che a Monteverde è di casa, i fratelli Taviani, Paolo Portoghesi, Manuela Kustermann, Paola Tronca. Anche Giovanni Spadolini frequentava la libreria: arrivava in macchina accompagnato dalla scorta, si dirigeva con la sua grossa mole verso il settore di suo interesse e indicava: questo, quello, quell’altro… e poi se andava lasciando al segretario l’onere di pagare. Claudio ricorda che lo statista aveva una collezione di ben 100.000 volumi e di numerosi cimeli del Risorgimento italiano. Dopo la morte, per sua volontà, il ricco patrimonio librario viene gestito dalla Fondazione a lui intitolata, che ha sede a Pian dei Giullari a Firenze, presso la vecchia casa dove visse.

Quando i nativi non erano ancora digitali, la libreria veniva frequentata anche dagli studenti dei vicini licei, il Manara in particolare, e soprattutto le studentesse erano sempre in cerca di classici della letteratura a poco prezzo.

E chi sono i clienti odierni? Di collezionisti non ce ne sono più molti, sono per lo più anziani, i giovani collezionano oggetti diversi dai libri, ma nonostante tutto la libreria continua a essere frequentata: c’è chi, come me, è sempre in cerca di qualche libro inaspettato per approfondire le proprie ricerche, chi entra per scambiare quattro chiacchiere bibliofile, chi abitava un tempo a Monteverde e poi ha lasciato il quartiere ed è infine ritornato e ama riprendere le vecchie abitudini, e chi, in tempo di pandemia, obbligato a casa dallo smart working, ogni tanto esce a fare quattro passi sotto casa e per la prima volta si accorge della presenza di questa interessante libreria…

La vendita diretta in libreria, tuttavia, non basta a garantire la sopravvivenza di questi begli scaffali monteverdini, ed allora e-Bay è diventato un valido supporto per raggiungere clienti più distanti, e quando i numeri della pandemia lo consentono, Claudio è anche presente con un banco a Porta Portese. Bruno mi racconta che prima dell’arrivo del virus, durante i week-end Pugacioff era presente nei mercati librari e del fumetto non solo romani ma anche di Milano e Napoli – lì ci sono anche tanti giovani –; e che a Roma, la domenica, era anche nel mercatino di Piazza Augusto Imperatore. Ricorda che qui una volta si fermò al loro banco Lamberto Dini in compagnia della moglie che invitata il marito a tirare sul prezzo.

Non è facile per i due colleghi amici portare avanti l’attività, ma nonostante le difficoltà ce la mettono tutta per continuare a offrire questo servizio. Mi dicono che di librerie di questo tipo fino agli anni Novanta ce ne erano almeno una settantina in città, oggi non ne sono rimaste più di dieci (tralasciando quelle antiquarie), alcuni librai hanno chiuso bottega, altri continuano l’attività solo a casa e online. Di tanto in tanto, anche loro, nei periodi di maggior difficoltà, sono costretti a vendere qualcosa delle loro collezioni private: Bruno mi racconta di quando dovette vendere una rarissima edizione dei primi del Novecento di Alice nel paese della Meraviglie, illustrata dall’illustratore inglese di epoca vittoriana Arthur Rackham e stampata in sole duecento copie dall’ Istituto Arti Grafiche di Bergamo, mentre Claudio ricorda, ancora con commozione, di quando toccò a lui separarsi da un libro amato, vendendo niente di meno che  la prima edizione dei Sonetti del Belli.

Durante la chiacchierata sono entrate almeno tre persone: una signora in cerca di un saggio esoterico, poi un ragazzo che vuole organizzare una video-intervista sui social, ed infine un signore che sfoglia alcune riviste d’epoca e che annuisce quando Claudio osserva che alle nuove generazioni la memoria del passato non interessa… Oggigiorno qualsiasi curiosità è immediatamente soddisfatta grazie allo smartphone, ma proprio perché tutto è sempre a portata di mano, non si memorizza più nulla. Claudio dice che il grande problema del futuro sarà proprio la memoria, il visitatore commenta sconfortato «apocalittico», e Bruno risponde, più concretamente, «semplicemente realista».

Libreria Pugacioff, Roma, Monteverde, Bruno Monetti e Claudio Colizzi [Foto: Associazione culturale GoTellGo / Maria Teresa Natale, [CC BY NC ND]

Tra una chiacchiera e l’altra, si è fatta ora di rientrare per il pranzo. Sto per uscire, mi volto e dico: «A proposito, sto facendo una ricerca sulle sedi dei partiti negli anni Settanta, vorrei trovare gli indirizzi delle sezioni dell’epoca, ma in rete non si trova molto. Mi date una mano?!». Bruno ci pensa un po’, si avvicina a uno scaffale, sposta qualche volume di troppo e tira fuori soddisfatto due meravigliosi elenchi telefonici della SIP del 1969!!!

Insomma, ogni volta che entro da Pugacioff esco sempre con qualche tesoro, oggi non solo me ne vado con due preziosi annuari telefonici, ma con questa bella storia da condividere.

[Maria Teresa Natale, 20 marzo 2021]

7 comments

  1. Anche io sono una cliente della libreria: ho trovato dei veri gioielli. Però non conoscevo la storia che c’era dietro e mi vergognavo di chiedere…
    Grazie per questo post. Evviva i Pugaciòff!

  2. l’ho subito notata da quando mi sono trasferita in questo quartiere e amata, anche se avrei voluto andarci di più
    non sapevo fosse così storica, che bello!
    grazie
    Manuela

  3. Ho amato la libreria Pugacioff appena l’ho scoperta. Con Bruno ho fatto qualche chiacchierata ma purtroppo, abitando agli antipodi di Monteverde, è molto tempo che non ci incontriamo. Adesso, leggendo il brano di Maria Teresa, scopro che anche lui, come me, faceva il mercatino di Piazza Augusto Imperatore! Incollati dietro i nostri banchi probabilmente non ci siamo mai visti!

  4. Meritano molto questi due impavidi Don Chisciotte!!! Sono appassionati fino al midollo. È troppo tempo che non li vado a trovare. Gli ultimi miei acquisti furono alcuni numeri del Pecos Bill albo d’oro Mondadori. Se avete un pizzico di cuore per la Storia non vi dimenticate di andarli a visitare !!!

  5. Molto interessante! Pur vivendo non lontano da Monteverde non conoscevo questa libreria…appena possibile ci andrò senz’altro!

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