La Domenica delle Palme nell’iconografia: appasseggio tra musei e gallerie

In occasione della Domenica delle Palme in tempo di pandemia, vi portiamo a spasso virtualmente tra musei, gallerie, monumenti di tutto il mondo per vedere com’è stato interpretato dagli artisti il tema di questa celebrazione.

La Domenica delle Palme o De passione domini è una festa cristiana celebrata da cattolici, ortodossi e talvolta anche da protestanti, che cade la domenica che precede la Pasqua. La festa ricorda l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme nel 33 d.C., pochi giorni prima della passione e della crocifissione.

Il racconto della Passione di Cristo fu riportato dai quattro Evangelisti con piccole varianti. Ne riportiamo qui un paio di brani:

Matteo (21, 1): “Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli dicendo loro: «Andate nel villaggio che vi sta di fronte: subito troverete un’asina legata e con essa un puledro. Scioglieteli e conduceteli a me. Se qualcuno poi vi dirà qualche cosa, risponderete: Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà subito». Ora questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato annunziato dal profeta: «Dite alla figlia di Sion: Ecco, il tuo re viene a te mite, seduto su un’asina, con un puledro figlio di bestia da soma». I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere”.

Giovanni (12, 1.9.12): Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui gli fecero una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. […] Intanto la gran folla di Giudei venne a sapere che Gesù si trovava là, e accorse non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti.. [..]  Il giorno seguente, la gran folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando: Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele!»

Le versioni dei quattro evangelisti divergono in piccoli particolari, ad esempio solo Giovanni parla di palme, mentre gli altri parlano genericamente di rami, discordanze sono presenti anche sulla cavalcatura di Gesù, l’asina, solo per alcuni accompagnata da un puledro.

La tradizione della festa dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme venne riportata dalla pellegrina Egeria nella sua Peregrinatio ad Loca Sancta nel quale narra il viaggio effettuato tra il 383-384: all’epoca la festa veniva celebrata sul Monte degli Ulivi presso la Chiesa dell’Eleona. Egeria doveva essere una donna colta e curiosa, che si fermò a Gerusalemme almeno tre anni, appuntandone luoghi e costumi.

In arte, l’iconografia più tradizionale rappresenta Gesù che entra nella città santa in sella a un’asina, mentre la folla lo osanna, stende dei mantelli – simbolo di incoronazione – a terra e agita rami di palma appena tagliati dagli alberi.

Abbiamo selezionato per voi una carrellata di opere che potete osservare con attenzione per vedere come i singoli autori, alcuni molto celebri, altri meno noti, altri ancora ignoti, hanno interpretato o reinterpretato questa ricorrenza nei secoli, nelle diverse aree geografiche e su diversi supporti.

Vi suggeriamo però di soffermarvi sui particolari: come sono vestiti i protagonisti delle opere? Quanti animali accompagnano Gesù? Come sono raffigurati i mantelli stesi dalla popolazione? Che tipo di alberi compaiono? Chi partecipa al corteo? Com’è rappresentata la città di Gerusalemme? E il paesaggio circostante? Come viene attualizzata l’opera in relazione all’epoca in cui è stata realizzata? Quali sono le analogie e quali le differenze?

Divertitevi a osservare!

In alto: Sarcofago di Giunio Basso, 359 d.C.
Museo del Tesoro di San Pietro
Fonte: Wikipedia, foto by Giovanni dall’Orto

In alto: Anonimo, X secolo
Berlino, Bode-Museum, Museo per l’Arte bizantina
Fonte: Wikimedia: foto di Andreas Praefcke

In alto: Giotto di Bondone, 1303-1305 circa
Padova, Cappella degli Scrovegni
Fonte: Wikipedia

In alto: Duccio di Buoninsegna, 1308-1311
Siena, Museo dell’Opera del Duomo

In alto: Anonimo bizantino, Sec. XII
Palermo, Palazzo dei Normanni, Cappella Palatina

In alto: Pietro Lorenzetti, 1310-1319 circa
Assisi, Basilica inferiore di San Francesco
Fonte: Wikimedia

In alto: Melozzo da Forlì, tra il 1477 e il 1482
Loreto, Santuario della Santa Casa, Sagrestia di San Marco
Fonte: Wikimedia

In alto: Pietro di Giovanni d’Ambrogio, Secondo quarto del XV secolo
Parma Pinacoteca Giuseppe Stuard
Scheda: Fondazione Zeri

In alto: Maestro di Subiaco, sec. XIV
Subiaco,  Sacro Speco, Basilica superiore

In alto: Ignoto, XV secolo
Varese, Coro in noce intagliato del Santuario di Santa Maria del Monte
Fonte: Museo BaroffioIn alto: Inno armeno completato a Costantinopoli nel 1678
dal prete Yakob Pēligratc‘i
Walters Art Museum Illuminated Manuscripts
Fonte: Wikimedia

In alto: Antoon Van Dyck, 1617
Indianapolis, Indianapolis Museum of Art
Fonte: WikipediaIn alto: Pieter Paul Rubens, 1632
Collezione ignota

In alto: William Blake, 1800
Glasgow, Pollock House
Foto: Glasgow Museums

In alto: Jean-Hippolyte Flandrin, 1842-1848
Parigi, Chiesa di Saint-Germain-des-Prés
Fonte : Rossetti Archive

In alto: Stanley Spencer (1891-1959)
Leeds, Leeds Art Gallery
Fonte: WikiArt

In alto: Kim Ki-Chang, anni Cinquanta del Novecento
Corea

In alto: Renato Guttuso, 1987
Fonte: BeWeb

In alto: Kay Althoff, Artista tedesco nato nel 1966
Vancouver, Vancouver Art GalleryIn alto: John August Swanson, 1990
Indiana, Notre Dame University

In alto: Peter Koenig

In alto: Jesus Mafa
Camerun

Per approfondire:

[Maria Teresa Natale, travel designer e guida turistica, 5 aprile 2020]

Vedi anche:

Il Giovedì santo e la lavanda dei piedi: appasseggio tra musei e gallerie

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